Astrobiblio e link roundup

Dal lontano 2009 ho iniziato a pocciare con l’astrologia. Mi diverto un sacco.
Questi sono i miei riferimenti preferiti.
(Non v’è da specificare che la lista è in espansione).

  1. Marco Pesatori (affettuosamente noto come il Pesca) è il primo astrologo di cui mi sia stato parlato.

    Segni. Simboli e caratteri dei dodici tipi zodiacali (introduzione all'interpretazione del tema natale) Astrologia delle donne: Tradizionali, Amazzoni, Nomadi Astrologia per intellettuali

  2. Leggendo Marco Pesatori sono arrivata a Lisa Morpurgo. Lei è veramente rigorosa.
  3. Linda Goodman è una che ho pescato per caso, scoprendo online a sbafo il suo Sun Signs. Da lì a Love Signs il passo è stato breve. Un po’ #yeahfiglideifiori, ma presa con le pinze ha un certo interesse.
    Per non parlare del forum di suoi adepti.

    Linda Goodman's Sun Signs Linda Goodman's Love Signs: A New Approach to the Human Heart

  4. Poi ci sono una serie di siti sui quali cadono i miei favori.
    • CafeAstrology ha tutto. Soprattutto: birth chart gratis con la spiega più lunga e dettagliata della storia.
    • AstroTheme (fronscese) ha l’endorsement del Pesca. Esiste anche in inglese. Salvi profili e se vuoi lui ti manda tutte le mattine l’oroscopo del giorno con gli aspetti priscisi priscisi rispetto al tuo tema personale. Kapolaworo.
    • Ask Oracle, per essere un sito, ha dei profili di compatibilità più approfonditi di altri. (Scoprii più tardi essere un ricicciamento della Goodman, Love Signs). Anche tante varianti di oroscopo.

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Sottigliezze della linguammmirricana

Ieri ho visto al cinema Trouble with the curve
(gradevole benché per certi versi banale. Highlight: Justin Timberlake playing smart e palesemente enjoying it—e io non avrei mai creduto, nella vita, che un giorno avrei detto bene di Justin Timberlake. A parte lui, ovviamente, Clint fa sempre piacere ♥),
e, al di là di tutto, una cosa mi è rimasta molto impressa e mi ha insegnato non solo una nuova formula di diplomazia, ma anche un nuovo livello di sottigliezze linguistiche.

Voglio diventare partner ed è per questo che mi sono fatta un culo così per sette anni, thank you very much.

Voglio diventare partner ed è per questo che mi sono fatta un culo così per sette anni, thank you very much.

La situazione: Amy Adams (figlia di Clint e avvocatessa carrierista) è a un passo dal diventare partner e cruciale a ciò è il caso cui sta correntemente lavorando; except che, per aiutare il padre nel suo lavoro, smolla per qualche giorno l’ufficio e lavora da fuori sede. NB alla corsa per la partnership c’è, ovviamente, un collega rivale, tale Todd.
Lei è via da un paio di giorni e la lavorazione al suo caso va leggermente a rilento. I partner le telefonano e lei è visibilmente incazzata nera ma conserva un aplomb da manuale.

Scena:
Partner: Uhmmmmmmm, forse dovremmo passare il caso a Todd.
Amy: (#WTF) I’m not comfortable with that. (Meaning: provateci e vi stacco la testa a morsi da qui dove sono, settecento miglia di distanza, con la sola forza del pensiero).

Il che dà tutta una nuova prospettiva al concetto di ‘being comfortable’ con qualcosa, e io amo questa nuova concezione.

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Il Masterpost della 50bookchallenge

SIN DA QUANDO ho scoperto aNobii, nell’oramai antico (credo) 2008, i miei sogni più reconditi di elencazione e catalogazione libri sono stati soddisfatti. (Adesso che sono appena passata a goodreads, fine 2012, sono stati portati decisamente al next level).
Subito, poi, scoprii l’esistenza di una serie di pazzi nell’orbe terracqueo che leggono cinquanta o più libri ogni anno—nuuuumeri che fanno girare la testa! (cit.)
Fino ad allora non avevo mai tenuto il conto, e quindi non avevo nemmeno il polso non solo su quanti libri leggessi all’anno ma anche su quanti ne avessi mai letti in tutta la mia vita; pensai che cinquanta fosse un obiettivo, se non ragionevole o naturale, raggiungibile con uno sforzo plausibile.
Quindi ci ho provato.
(Riuscendoci).

E quindi da allora non ho smesso di fare la conta sbandierando i risultati. Ne ho lasciato traccia sui miei account (me su aNobii e me su goodreads, se mi friendate sono molto felice ma sappiate che, scaffale-wise, ormai aggiorno quasi solo il secondo) ma soprattutto, ogni anno, facevo la lista in qualche luogo.

Questo è l’indice:

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Considerazioni su Downton Abbey post-S02

Dopo molte e intense operazioni di convincimento, ho infine acconsentito a guardare Downton Abbey. Le ultime puntate della seconda stagione, per essere precisi, quelle andate in onda intorno a natale. È venuta subito automatica la necessità di rivedere in stecca tutte le puntate precedenti e, chevvelodicoaffa’, proseguire con la magnifica S03 di cui tanto male sento dire.
(Per ora mi sono appena rimessa in pari col finale della S02, e ho rifiutato ogni spoiler verso la S03).

La serie presenta notevoli motivi di interesse. Eccone alcuni:

  1. Anna e Bates = #fuckyeah
  2. (A parte che Anna è un po’ troppo priscisa priscisa, sempre buona gentile onesta e affaccendata. Ma un po’ di fango per lei non c’è?)
  3. Così come Lady Crawley: è impossibile che se la cavi così, sempre a perfezione, con quel suo sorriso languido, mentre la O’Brien gliene fa alle spalle fino alla morte e non è normale che lei non se ne sia ancora accorta. Però lei è una ricca americana e questo, presumo, è il suo peccato originale che la esime dal fango while in the regular timeline. Sono curiosa però di sapere la sua backstory con Conte di Grantham, particolarmente perché lui è un tale panda abbraccioso che vorrei vederlo in azione in gioventù. ♥
  4. Invece, Vera Bates non cammina mica tanto. Com’è che lui se l’è sposata? Di sicuro quando l’ha conosciuta era super innamorato e lei era la piùfffiga du monde e non poteva vivere senza di lei… Oppure era un matrimonio di convenienza? Forzato dai genitori di lei? Da un accordo precedente e risalente ai terzi cugini dei rispettivi nonni? Parla, Bates! Non è possibile che tu c’abbia ‘sta moglie rompicazzo così dal nulla! Cioè sì: è possibilissimo e le mogli rompicazzo esistono ovunquemente e comunquemente, ma… tu sei un uomo saggio. Come?, dannazione, ti sei fatto intortare da quella scassaminchia. O ce lo racconti nella S03, devo presupporre?
  5. Pamuk.
    BWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA.
    Ridicolo.
    (Almeno lo avesse ammazzato lei, dico).

Ma piuttosto, parliamo di cose serie.
Carlisle. Richard Carlisle.

Eccellente.

BWAHAHAHAHAHAHA. Eccellente.


Richard Carlisle è la mia anima nera in Downton Abbey.
(LOL, Roche, perdonami).
Richard Carlisle è lo stronzo che subito additi come tale e subito capisci che non va bene perché Mary deve stare con Matthew perché si amano e Matthew è giovane e figo e biondo e bello e buono e soprattutto è l’erede di Downton quindi matrimonio Mary e Matthew = primogenita sans diritto all’eredità + giovane avvocato actual futuro erede del Conte di Grantham = quadratura del cerchio e vissero per sempre felici e contenti.
Però.
Però.
Carlisle è uno stronzo, eh.
È un arrogante e volgare parvenu. Un capitalista squalo pieno di grano e banditescamente convinto che qualunque cosa si possa comprare col denaro.
Tutto chiaro.
Però, parliamone. ♥
Stronzo è stronzo, ma non ne vuole a Mary. Anzi: (finché ne ha un tornaconto, ovviamente) va anche al di fuori dei suoi mezzi per aiutarla e proteggerla.
(Certo lei è una quaglia a metterglisi in mano così col suo segreto del Pamuk).
La sua proposta di matrimonio è straordinariamente più simile ad una proposta di affari che di matrimonio, per quanto Mary si prodighi a dribblare. Leggetela (miei sottolineati):

[Lady Mary is saying goodbye to Sir Richard at the station]
Sir Richard Carlisle: I want you to marry me.
Lady Mary Crawley: Why?
Sir Richard Carlisle: Because I think very highly of you.
Lady Mary Crawley: “Very highly”. Goodness.
Sir Richard Carlisle: I mean it. I think we’d do well together. We could be a good team.
Lady Mary Crawley: Now that sounds better. But I can’t help thinking that tradition demands a little mention of love.
Sir Richard Carlisle: Oh I can talk about “love” and “moon” and “June” and all the rest of it if you wish. But we’re more than that. We’re strong and sharp, and we can build something worth having, you and I, if you’ll let us.
Lady Mary Crawley: Your proposal is improving by leaps and bounds. You must give me some time, but I promise to think about it – properly.
Sir Richard Carlisle: I’m counting on it.

Non so voi, ma a me suona meravigliosamente come Scarfaccia quando dice a Michelle Pfeiffer: tu sei una tigre e se stai con me io conquisto il mondo.
(Okay: con una finezza tutta diversa, anche se non si può dire che Carlisle a sua volta sia particolarmente raffinato, dato che lo paragoniamo a generazioni di gentry. But still).
Insomma: a me Carlisle stuzzica un sacco di caimanica, sottile e appagante cattiveria.
Poi, claro: #fuckyeah, gloria e champagne quando alla fine lei lo scarica per sposare Matthew. Però non posso evitare di pensare what if, se solo Mary avesse un po’ di pelo sullo stomaco.
Ed è per questo che ringrazio dell’esistenza delle fanfiction.
E aspetto la Stagione 4. (Sì: quel rumor non mi è scappato).

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